Athabaska: animali e avventure tutto l’anno!

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Athabaska: animali e avventure tutto l’anno!
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Il nome Athabaska forse farà venire un po’ di nostalgia della neve e dell’inverno a chi ci segue già da un po’ e si ricorda di un meraviglioso servizio sullo sleddog a Tremalzo che abbiamo fatto la scorsa stagione con RTTR (che vi riproponiamo qui sotto): le bellissime immagini del nostro Claudio Zancan regalavano già allora grandi emozioni a chi c’era come noi e a chi si è incantato a guardare i meravigliosi Alaskan Husky all’opera.

Maurizio Cattafesta è il titolare di Athabaska che siamo andati a scoprire per voi nella versione estiva e soprattutto nelle sue due location: in località Deggia (vicino a San Lorenzo in Banale) e a Campo Carlo Magno, alle “malghette Darè” (vicino a Madonna di Campiglio, ma in realtà ancora situato in Val Rendena). Per noi che avevamo conosciuto l’appassionato Maurizio solo barricato dietro la tuta da sci e con un sacco di cose da dire sullo sleddog invernale, la prima grande scoperta è stata la varietà di animali che lui ha nella sua azienda, anche se il verbo “avere” per uno che come lui ama e cura con passione profonda questa allegra comunità di animali è proprio riduttivo e lo dimostra il piglio della sua bellissima bimba bionda di tre anni che sa già perfettamente cosa significhi il rispetto per le bestiole che il papà alleva. Athabaska quindi è si cani da slitta, ma anche cani da “dog trekking”, un’attività spettacolare che i bambini e i ragazzi, ma ovviamente anche gli adulti, possono provare in entrambi i posti con Maurizio e i suoi collaboratori, facendo passeggiate di mezz’oretta o anche escursioni giornaliere in mezzo alla natura (ci fa impazzire l’idea che le scolaresche possano passare un giorno in un luogo come questo a scoprire qualcosa in più di questi animali strepitosi piuttosto che passeggiare svogliatamente in una qualunque piazza cittadina…).

Imbragatura doppia: cane e bambino, cordino, sapienti indicazioni di “guida” ma soprattutto grande rispetto ed educazione per l’amico a quattro zampe e per Maurizio: ecco la formula magica che non tarda ad arrivare chiara dalla bocca del nostro amico. Se questa formula viene rispettata l’esperienza può trasformarsi in un ricordo indelebile di amicizia con il cane (la mia Shy, furbetta, non si farà dimenticare in fretta). Non vi sto a descrivere i paesaggi, entrambi bellissimi, di Deggia e della malga Darè, perché mi preme che vi arrivi il calore del lavoro di Athabaska e la sensazione di estrema cura che abbiamo avuto noi nel passeggiare negli spazi dedicati agli animali: qui loro “lavorano”, ma vengono ripagati di grande attenzione e questo è fondamentale.

Athabaska però è da molti conosciuta come quartier generale di alpaca e lama soprattuto nella zona della Paganella e delle Giudicarie: Maurizio ne ha tantissimi e noi ci siamo sganasciati dalle risate per alcuni loro atteggiamenti (imperdibile il sorriso smagliante di Nicolaj a Campiglio…) e ci siamo stupiti di che animali strepitosi essi siano : di carattere, umani e grandi, docili camminatori se guidati con sapienza, così come spiega Maurizio a Timothy senza dimenticare di impartire al nostro piccolo monello anche qualche lezioncina di educazione (necessaria).

Tra cani e lama conosciamo però, dopo aver assistito con emozione alla nascita di un vitellino, anche un animale tanto bizzarro quanto bello: la mucca scozzese, in realtà ne avevamo visto un esemplare anche al Giocabosco di Capriana e già allora ci aveva incuriosito, ma nella nostra gita a Campiglio abbiamo scoperto cose sensazionali su questo bovino e soprattutto che viene chiamato “mucca antiorso” grazie alle sue poderose corna (davvero “fashion” insieme ai suoi lunghi peli), nonostante qui a Campiglio, in azienda, non abbiano ancora (fortunatamente) avvistato un esemplare pericoloso del nostro amico “bruno”. Qualcuno che ha avuto a che fare con l’orso però lo abbiamo conosciuto a dire il vero, ed è diventato immediatamente la nostra mascotte: si chiama Life Ursus ed un maialino tibetano spassosissimo che purtroppo sulla schiena porta il ricordo (a lieto fine grazie all’intervento del nostro valoroso capo banda di Athabaska) dell’attacco di un orso in Deggia. Ora, curato con amore e trasportato a Campiglio, scorrazza felice con la sua famigliola suina. 11937917_10205915738030074_98864756_nVediamo poi tante caprette, le mucche “normali” , oche, galline, galletti, anatre speciali (mai viste le “indian runner”? Dovete assolutamente!) e i cuccioli di alpaca e lama: uno più dolcioso dell’altro.

Insomma due pomeriggi sensazionali in un posto che, di qui o di lì, regala sempre la stessa emozionante tranquillità di chi sa che non bisogna avere nè fretta nè pretese dagli amici animali e che fa dell’educazione propria e dei propri amici a quattro (o due) zampe un baluardo, non etichette o maniere affettate, ma rispetto e soprattutto grande ospitalità al gusto di caffè di moka o di grappolo d’uva…

A Campiglio la malga è aperta tutto l’anno e Athabaska da quest’anno è anche Agriturismo e B&B: tre camere con la prima colazione. Se ci andrete salutateci Gemma: vi regalerà un grande sorriso ( e ne farà spuntare uno pure al suo mitico papà).

Per arrivare a Deggia: da Ponte Arche prendere le indicazioni per San Lorenzo in Banale e superato l’abitato in direzione Molveno, dopo la prima galleria di nuova costruzione, sulla destra troverete le indicazioni per la località Moline e Deggia (e per il santuario). SI trova poco prima del lago di Nembia che avevamo visitato per voi e anche del lago di Molveno se volete fare un tour completo. Per chi arriva da Molveno naturalmente stesse indicazioni con svolta a sinistra invece che a destra, dopo il lago Nembia appunto.

Per arrivare alla malga (o malghette) Darè in Val Rendena, nel Comune di Darè – Pinzolo a 1’669 metri di altitudine, bisogna raggiungere Campo Carlo Magno che connette la Val Rendena con la Val di sole, quindi se arrivate da Pinzolo proseguite in direzione Maddona di Campiglio, superate il tunnel che passa sotto il centro e proseguite per circa un chilometro, Sulla sinistra troverete il cartello per le malghette e una strada sterrata in mezzo al bosco (circa due chilometri da fare a piedi, pianeggianti, percorribili tranquillamente , salvo qualche buca leggera, con il passeggino da trekking). Se arrivate dalla Val di Sole: fate Cles , Malè, Dimaro e proseguite per altri 20 chilmetri in direzione del Campo Carlo Magno e seguite le stesse indicazioni.